Castello di Villafranca

Castello di Villafranca(foto di Renato Begnoni)

Il Castello Scaligero di Villafranca di Verona è stato costruito a partire dal 1199, successivamente alla battaglia di Ponti dei Molini (Mantova), e finito nel 1202. All’interno delle mura sono situate sette piccole torri dette “Torresine”. Queste furono costruite grazie al fenomeno del “riuso”, poiché le pietre usate provenivano dall’Arco dell’imperatore Tiberio.

Per comprendere l’atto fondativo di Villafranca occorre fare un lungo passo indietro nel tempo e immaginare di trovarsi in una campagna aperta, più o meno abbandonata, in un territorio aspro in cui il principale segno umano è la presenza tuttora tangibile della via consolare romana Postumia.
Questa attraversa tutta la pianura padana e con capisaldi Aquileia e Genova, passando per Verona, si distende anche nel territorio dell’odierna Villafranca.
Nel 1185, il Comune di Verona, promosse la costituzione dell’embrione primordiale dell’abitato indicandolo con il nome di Borgo Libero che più tardi Rinaldo Cavalchini, Villafranchese di nascita, citerà spesso come Libero Pagus, con ciò riferendosi, tramite allocuzione latina nel suo epistolario con l’amico Francesco Petrarca, alla qualità dell’abitato e alle sue dimensioni.
Contestualmente venne deliberato di fabbricare un fortilizio di difesa, approssimativamente nel luogo dove sorge l’attuale fortezza. Si trattava di un sistema difensivo attorniato da un fossato citato nell’atto del 1185) di discrete dimensioni e fors’anche di strutture murarie ma non è da escludere che si trattasse di apparati lignei provvisori per buona parte dell’insieme.
Di questa fortissima trasformazione territoriale non conosciamo la data esatta di realizzazione ma sappiamo che più tardi divenne parte fondamentale e integrante della linea difensiva del Serraglio Scaligero, che si snodava per buona parte lungo il fiume Tione fino al castelletto della Gherla sul confine tra Villafranca e Valeggio sul Mincio e poi, da questi, proseguiva rettilineo fino a Valeggio, la cui strada provinciale insiste proprio sul sedime della strada antica e a margine delle fondamenta del Serraglio.
Il castello di Villafranca sorge sul lato sud della città, edificata urbanisticamente con impianto a maglia quadrata e funzionale alle esigenze di una popolazione pioniera e contadina.
Tuttavia, il castello di allora era ben diverso dall’attuale e non esisteva il Serraglio, che verrà edificato quasi centosettant’anni dopo la fondazione del borgo.
Il castello che ora vediamo è il risultato delle ultime fasi tardoscaligere, ma anche veneziane e delle ottocentesche demolizioni asburgiche che hanno interessato Villafranca.
Al suo massimo splendore avremmo visto un maniero enorme e incombente rispetto all’abitato, estremamente elaborato negli apparati difensivi, inavvicinabile, e sullo sfondo una gigantesca, oscura e lunghissima muraglia corredata di torri, il cui unico sfogo verso la campagna e il mantovano era segnato dal Portòn della torre centrale che inquadrava la stretta strada che attraversava centralmente il castello stesso e si dirigeva verso Verona.

castello4

castello3

Quello che noi vediamo oggi è in sostanza lo scheletro di un sistema edilizio fortificato che era ampiamente completato da
strutture lignee molto elaborate, con sistemi a sporgere, balaustre, scale, tetti per le torri, solai all’interno delle stesse, ventiere
di chiusura tra un merlo e l’altro, hourds, bertesche, soppalchi, balconate, abitazioni in legno, magazzini degli attrezzi,
magazzini per proiettili e armi, stalle per gli animali, una chiesa con probabile annesso cimitero, ricoveri e, ancora…murature
e/o palizzate lignee di divisione della corte d’armi, ponti levatoi sia per l’accesso carrabile che per quelli pedonali, cancelli
metallici a chiusura delle porte delle torri in caso di bisogno, possenti cancelli probabilmente metallici con funzionamento
a “caditoia” a chiusura supplementare dei varchi del rivellino d’ingresso, diversi pozzi per l’attingimento dell’acqua, forno e
macina dei cereali per la produzione del pane e molto altro ancora.

castello2

Le guerre in epoche successive distrussero gran parte del castello che però fu ricostruito grazie all’impegno della Serenissima. A partire dall’anno 1450 il castello fu abbandonato e, solamente secoli più avanti, comprato da privati tra i quali ricordiamo ad esempio A. Alessandri o G. B. Simeoni, conte di Villafranca. Nel 1890 venne ricostruita la torre principale del castello e inserito un orologio.

castello1

 


Visualizzazione ingrandita della mappa


parajumpers pas cher parajumpers pas cher parajumpers pas cher parajumpers pas cher parajumpers pas cher golden goose outlet golden goose outlet golden goose outlet golden goose outlet golden goose outlet sac goyard pas cher sac goyard pas cher sac goyard pas cher sac goyard pas cher sac goyard pas cher woolrich outlet woolrich outlet woolrich outlet woolrich outlet woolrich outlet