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Marco Mengoni / 1
02
ott
2022

Marco Mengoni / 1

“Ho scelto di ripartire dal ripartire dal pubblico”
Si spengono le luci e l’attenzione del pubblico viene catturata dalle immagini in bianco e nero sugli schermi laterali, si alternano ricordi, momenti che tutti i fan riconoscono, dettagli di backstage, live, momenti più intimi di Marco, come a voler unire il pubblico in un flash back collettivo ed emotivo. La voce di Marco pronuncia alcune parole chiave come: salva tutto, ricordi, memorie, non scappare, salva. Un invito a raccogliere e convogliare le energie del singolo viaggio personale di ogni spettatore in quel momento di condivisione totale con Marco e gli altri presenti, tanto che le immagini ci mostrano live gli ultimi istanti della preparazione di Mengoni e lo seguono nel suo ingresso nello stadio: intonando Cambia un uomo, il brano manifesto dell’ultimo album, che parla della necessità di affrontare le paure, di accettazione e condivisone tra esseri umani, Marco appare tra il suo pubblico (un ingresso che recupera il mood dei grandi raduni musicali degli anni 70) e attraversa il parterre per salire sul palco circolare al termine della passerella, raggiunto dai coristi e Peter Cornacchia alla chitarra. Sugli schermi le immagini di Marco si fondono con quelle del pubblico tutto in bianco e nero; arriva poi Esseri umani, uno dei brani più amati dal pubblico e che per questa occasione acquisisce sfumature dal richiamo pop internazionale e maggiore libertà nell’esecuzione. Sugli schermi immagini degli spettatori che diventano gli “esseri umani” protagonisti della canzone fuse con immagini di Marco, che lascia spazio al pubblico invitandolo a cantare insieme. Gli schermi si accendono di blu, allineandosi all’outfit di Marco, in completo oversize Marni, che invita San Siro a fare “un passo di dance”. Il palco si accende, è il momento di No stress, l’ultimo singolo in vetta alle classifiche radiofoniche fin dall’uscita lo scorso 6 maggio, un inno energico e vitale, un invito a muoversi in totale libertà, come fa lo stesso Mengoni che viene raggiunto anche da sei ballerini (coreografati da Macia Del Prete) che si moltiplicano sugli schermi per un momento di liberazione collettiva.